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OGGI GIORNATA MONDIALE CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Mutilazioni genitali: da Roma appello 70 paesi

Terzi: 'basta pratica disumana'. Al mondo 140 mlilioni di bimbe vittime

Mutilazioni genitali: da Roma appello 70 paesi

Dare nuovo slancio alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili, per metterle al bando in tutto il mondo il prima possibile. E' l'obiettivo che l'Italia si è posta promuovendo alla Farnesina una due giorni di confronto fra 70 paesi sulle politiche di contrasto ad una pratica di cui sono vittime 140 milioni di bambine, soprattutto in Africa ma che colpisce anche l'Europa e l'Italia. All'evento, organizzato dalla ong 'Non c'é pace senza giustizià, hanno partecipato delegati da tanti paesi africani, attivisti ed esponenti dalla società civile e si è aperto con un minuto di silenzio proposto dal sottosegretario agli Esteri Marta Dassù "contro le vittime di questa violenza".

Si è partiti dall'importante successo ottenuto lo scorso dicembre all'Onu, che ha adottato una risoluzione - co-sponsorizzata dall'Italia - per mettere al bando le mutilazioni genitali. Adesso, si tratta di dare completa attuazione a questo documento, per vincere una battaglia che va avanti da 28 anni, ha ricordato il ministro degli Esteri Giulio Terzi, avvertendo: "non devono passarne altri 28 per estirpare questa pratica dalla faccia della terra". Dal ministro del Lavoro Elsa Fornero alla first lady del Burkina Faso Chantal Compaoré, dal sottosegretario Dassù alla vicepresidente del Senato Emma Bonino, l'appello è stato unanime: continuare a mantenere alto l'impegno a livello internazionale su questo fronte. La Fornero, in particolare, ha auspicato "nuovi percorsi che possano accompagnare le donne e le famiglie, anche in Italia, verso l'abbandono di queste pratiche attraverso un sostegno attivo, sia diretto, con il ricorso a servizi competenti, sia indiretto, con la circolazione di informazioni e con l'attività di sensibilizzazione".

La strada è "irta di ostacoli" ma i risultati finora sono stati "incoraggianti", ha sottolineato Terzi, perché si allarga il fronte dei paesi che abbandonano le mutilazioni genitali: ben 9775 comunità di 15 paesi nel 2012, grazie al programma Unfpa/Unicef finanziato anche dall'Italia, che sta vagliando un nuovo contributo da 1,5 milioni per il 2013. La pratica è però ancora molto diffusa e quindi bisogna accelerare, hanno convenuto i partecipanti all'evento, che nel documento finale si impegnano a: fare conoscere la risoluzione e assicurarne l'effettiva applicazione; implementare e rafforzare le misure politiche e legislative sulla materia a livello nazionale, regionale e internazionale; consolidare e accrescere la cooperazione regionale e internazionale per rispondere più efficacemente al persistere della pratica. Il prossimo appuntamento sarà il prossimo marzo, a New York, con la riunione della Commissione Onu sulla condizione della donna, che avrà come tema l'eliminazione e la prevenzione di tutte le forme di violenza contro donne e bambine. In quella sede l'Italia organizzerà, come l'anno scorso, un'iniziativa di sensibilizzazione sulle mutilazioni genitali.

Pubblicato il 6/2/2013 alle 9.37 nella rubrica News.

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