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LaLeggeConsolo
Per le Donne, per la Giustizia
5 febbraio 2011
DAL PADRE DELLA LEGGE

CONSOLO (FLI), VIOLENZA SULLE DONNE: PROSEGUIRE LOTTA CONTRO MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

 
 
"Alla vigilia della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni genitali femminili e a cinque anni dall'entrata in vigore della Legge italiana ci rendiamo sempre piu' conto che la battaglia e' lunga e difficile, ma che diritto e prevenzione possono sicuramente vincerla". E' quanto dichiara Giuseppe Consolo, deputato di Futuro e Liberta', e padre della legge Consolo per la prevenzione e la lotta a questo terribile fenomeno. "L'impegno del governo e del Parlamento italiano continua senza sosta - prosegue Consolo - In attesa dell'approvazione definitiva della proposta avanzata all'Onu dalla delegazione governativa italiana per una Risoluzione di condanna e di lotta a questo grave delitto, registriamo oggi una proposta del professor Morrone per l'istituzione di un "benefit" alle donna che rifiutino ufficialmente, per se' e per le proprie figlie, la pratica della mutilazione genitale".
"E' umano e normale - rimarca l'esponente finiano - che per debellare una pratica che non nasce da prescrizioni religiose, ma si alimenta di leggi sociali non scritte e consuetudini culturali, un incentivo anche materiale puo' aiutare queste sfortunate donne a prendere finalmente decisioni di dignita' e salute''.
''Ma non dimentichiamo mai - conclude Consolo - che siamo in uno Stato di diritto e di cultura sociale: accanto a riconoscimenti finanziari e' bene che il nostro governo finanzi, ancora e sempre di piu', campagne di sensibilizzazione medica, sociale, culturale e politica che portino a scelte di convinzione basata non solo su vantaggi materiali, ma su propositi di giustizia e dignita'".

In Italia a rischio 3mila bimbe all’anno

Fino a tremila bambine all'anno, figlie di immigrate residenti in Italia, rischiano di essere infibulate ed e' piuttosto frequente che le madri portino le figlie nei Paesi d'origine per brevi periodi, per sottoporle a questa pratica. E' una realtà fotografata da Aldo Morrone, direttore dell'Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della poverta' (Inmp) alla vigilia della Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, istituita dall'Onu nel 2003.

In Italia ci sono ''30-35 mila donne infibulate'', secondo il direttore dell'Inmp, istituto dove in 10 anni sono state assistite oltre 5 mila donne con complicazioni dovute all'infibulazione, da infezioni a cicatrici cheloidi e fistole.

Il rischio di infibulazione, che riguarda fino a tremila bambine all'anno, secondo Morrone, deriva dal fatto che provengono da Paesi dove e' molto forte questa tradizione (Corno d'Africa, fascia sub-sahariana, Egitto e Sudan) e in assenza di una campagna di sensibilizzazione, le famiglie in questione non sono sollecitate ad abbandonare questo rituale.

In Italia, dal 2007, è in vigore una legge che punisce con un periodo di reclusione fino a 12 anni chi pratica mutilazioni genitali femminili. Per aggirare questo ostacolo, ''capita che le donne immigrate facciano brevi viaggi nei loro Paesi d'origine - sottolinea Morrone - per sottoporre le figlie a infibulazione''.

Per contrastare questa pratica, Morrone ha lanciato una proposta ai Ministri dell'Istruzione e delle Pari Opportunità, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna: prevedere ''benefici sociali'', come ''buoni sconto per l'acquisto di libri scolastici, accesso facilitato agli asili nido e alle scuole elementari per le donne immigrate in Italia che, formalmente, rinuncino all'infibulazione per sé e per le loro figlie''.

''Questa misura potrebbe essere un esempio per altre donne - prosegue Morrone - e potrebbe aiutare a diffondere una cultura del rispetto per il proprio corpo'', oltre che eradicare del tutto questa pratica. Il direttore dell'Inmp esclude che operatori sanitari italiani, anche clandestinamente, facciano interventi di questo tipo ma mette in guardia sul rischio che cio' accada nelle comunita' immigrate in Italia piu' isolate e meno integrate.

(www.televideo.rai.it)

 

 




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29 ottobre 2007
IL TESTO DELLA LEGGE
 

Gazzetta Ufficiale N. 14 del 18 Gennaio 2006

 

LEGGE 9 gennaio 2006, n.7

Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile.

La Camera dei Deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Art. 1.
(Finalita)
1. In attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e di
quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati
a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle
Nazioni Unite sulle donne, la presente legge detta le misure
necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di
mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti
fondamentali all'integrita' della persona e alla salute delle donne e
delle bambine.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092,
al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di
legge modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Nota all'art. 1:
- Il testo degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione
sono i seguenti:
«Art. 2. - La Repubblica riconosce e garantisce i
diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle
formazioni sociali ove si svolge la sua personalita', e
richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di
solidarieta' politica, economica e sociale.».
«Art. 3. - Tutti i cittadini hanno pari dignita'
sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni
politiche, di condizioni personali e sociali.
E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la
liberta' e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il
pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione
politica, economica e sociale del Paese.».
«Art. 32. - La Repubblica tutela la salute come
fondamentale diritto dell'individuo e interesse della
collettivita', e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno puo' essere obbligato a un determinato
trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La
legge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal
rispetto della persona umana.».

Art. 2.
(Attivita' di promozione e coordinamento)
1. La Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le
pari opportunita' promuove e sostiene, nell'ambito degli ordinari
stanziamenti di bilancio, il coordinamento delle attivita' svolte dai
Ministeri competenti dirette alla prevenzione, all'assistenza alle
vittime e all'eliminazione delle pratiche di mutilazione genitale
femminile.
2. Ai fini dello svolgimento delle attivita' di cui al comma 1,
la
Presidenza
del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le pari
opportunita' acquisisce dati e informazioni, a livello nazionale e
internazionale, sull'attivita' svolta per la prevenzione e la
repressione e sulle strategie di contrasto programmate o realizzate
da altri Stati.

Art. 3.
(Campagne informative)
1. Allo scopo di prevenire e contrastare le pratiche di cui
all'articolo 583-bis del codice penale, il Ministro per le pari
opportunita', d'intesa con i Ministri della salute, dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, del lavoro e delle politiche
sociali, degli affari esteri e dell'interno e con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, predispone appositi programmi
diretti a:
a) predisporre campagne informative rivolte agli immigrati dai
Paesi in cui sono effettuate le pratiche di cui all'articolo 583-bis
del codice penale, al momento della concessione del visto presso i
consolati italiani e del loro arrivo alle frontiere italiane, dirette
a diffondere la conoscenza dei diritti fondamentali della persona, in
particolare delle donne e delle bambine, e del divieto vigente in
Italia delle pratiche di mutilazione genitale femminile;
b) promuovere iniziative di sensibilizzazione, con la
partecipazione delle organizzazioni di volontariato, delle
organizzazioni no profit, delle strutture sanitarie, in particolare
dei centri riconosciuti di eccellenza dall'Organizzazione mondiale
della sanita', e con le comunita' di immigrati provenienti dai Paesi
dove sono praticate le mutilazioni genitali femminili per sviluppare
l'integrazione socio-culturale nel rispetto dei diritti fondamentali
della persona, in particolare delle donne e delle bambine;
c) organizzare corsi di informazione per le donne infibulate in
stato di gravidanza, finalizzati ad una corretta preparazione al
parto;
d) promuovere appositi programmi di aggiornamento per gli
insegnanti delle scuole dell'obbligo, anche avvalendosi di figure di
riconosciuta esperienza nel campo della mediazione culturale, per
aiutarli a prevenire le mutilazioni genitali femminili, con il
coinvolgimento dei genitori delle bambine e dei bambini immigrati, e
per diffondere in classe la conoscenza dei diritti delle donne e
delle bambine;
e) promuovere presso le strutture sanitarie e i servizi sociali il
monitoraggio dei casi pregressi gia' noti e rilevati localmente.
2. Per l'attuazione del presente articolo e' autorizzata la spesa
di 2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2005.

Nota all'art. 3:
- Per il testo dell'art. 583-bis del codice penale si
veda l'art. 6, comma 1, della legge in lettura.

Art. 4.
(Formazione del personale sanitario)
1. Il Ministro della salute, sentiti i Ministri dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca e per le pari opportunita' e
la
Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro tre mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, linee guida destinate
alle figure professionali sanitarie nonche' ad altre figure
professionali che operano con le comunita' di immigrati provenienti
da Paesi dove sono effettuate le pratiche di cui all'articolo 583-bis
del codice penale per realizzare un'attivita' di prevenzione,
assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine gia'
sottoposte a tali pratiche.
2. Per l'attuazione del presente articolo e' autorizzata la spesa
di 2,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2005.

Nota all'art. 4:
- Per il testo dell'art. 583-bis del codice penale si
veda l'art. 6, comma 1, della legge in lettura.

Art. 5.
(Istituzione di un numero verde)
1. E' istituito, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, presso il Ministero dell'interno, un numero
verde finalizzato a ricevere segnalazioni da parte di chiunque venga
a conoscenza della effettuazione, sul territorio italiano, delle
pratiche di cui all'articolo 583-bis del codice penale, nonche' a
fornire informazioni sulle organizzazioni di volontariato e sulle
strutture sanitarie che operano presso le comunita' di immigrati
provenienti da Paesi dove sono effettuate tali pratiche.
2. Per l'attuazione del presente articolo e' autorizzata la spesa
di 0,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2005.

Nota all'art. 5:
- Per il testo dell'art. 583-bis del codice penale si
veda l'art. 6, comma 1, della legge in lettura.

Art. 6.
(Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili)
1. Dopo l'articolo 583 del codice penale sono inseriti i seguenti:
"Art. 583-bis. - (Pratiche di mutilazione degli organi genitali
femminili). - Chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, cagiona
una mutilazione degli organi genitali femminili e' punito con la
reclusione da quattro a dodici anni. Ai fini del presente articolo,
si intendono come pratiche di mutilazione degli organi genitali
femminili la clitoridectomia, l'escissione e l'infibulazione e
qualsiasi altra pratica che cagioni effetti dello stesso tipo.
Chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, provoca, al fine di
menomare le funzioni sessuali, lesioni agli organi genitali femminili
diverse da quelle indicate al primo comma, da cui derivi una malattia
nel corpo o nella mente, e' punito con la reclusione da tre a sette
anni. La pena e' diminuita fino a due terzi se la lesione e' di lieve
entita'.
La pena e' aumentata di un terzo quando le pratiche di cui al
primo e al secondo comma sono commesse a danno di un minore ovvero se
il fatto e' commesso per fini di lucro.
Le disposizioni del presente articolo si applicano altresi' quando
il fatto e' commesso all'estero da cittadino italiano o da straniero
residente in Italia, ovvero in danno di cittadino italiano o di
straniero residente in Italia. In tal caso, il colpevole e' punito a
richiesta del Ministro della giustizia.
Art. 583-ter. - (Pena accessoria). - La condanna contro
l'esercente una professione sanitaria per taluno dei delitti previsti
dall'articolo 583-bis importa la pena accessoria dell'interdizione
dalla professione da tre a dieci anni. Della sentenza di condanna e'
data comunicazione all'Ordine dei medici chirurghi e degli
odontoiatri".
2. All'articolo 604 del codice penale, al primo periodo, le
parole: "da cittadino straniero" sono sostituite dalle seguenti:
"dallo straniero" e, al secondo periodo, le parole: "il cittadino
straniero" sono sostituite dalle seguenti: "lo straniero".

Nota all'art. 6:
- Il testo dell'art. 604 del codice penale, cosi' come
modificato dalla presente legge, e' il seguente:
«Art. 604 (Fatto commesso all'estero). - Le
disposizioni di questa sezione, nonche' quelle previste
dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e
609-quinquies, si applicano altresi' quando il fatto e'
commesso all'estero da cittadino italiano, ovvero in danno
di cittadino italiano, ovvero dallo straniero in concorso
con cittadino italiano. In quest'ultima ipotesi lo
straniero e' punibile quando si tratta di delitto per il
quale e' prevista la pena della reclusione non inferiore
nel massimo a cinque anni e quando vi e' stata richiesta
del Ministro di grazia e giustizia.».

Art. 7.
(Programmi di cooperazione internazionale)
1. Nell'ambito dei programmi di cooperazione allo sviluppo
condotti dal Ministero degli affari esteri e in particolare nei
programmi finalizzati alla promozione dei diritti delle donne, in
Paesi dove, anche in presenza di norme nazionali di divieto,
continuano ad essere praticate mutilazioni genitali femminili, e
comunque senza nuovi o maggiori oneri per lo Stato, sono previsti, in
accordo con i Governi interessati, presso le popolazioni locali,
progetti di formazione e informazione diretti a scoraggiare tali
pratiche nonche' a creare centri antiviolenza che possano
eventualmente dare accoglienza alle giovani che intendano sottrarsi a
tali pratiche ovvero alle donne che intendano sottrarvi le proprie
figlie o le proprie parenti in eta' minore.

Art. 8.
(Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231)
1. Dopo l'articolo 25-quater del decreto legislativo 8 giugno
2001, n. 231, e' inserito il seguente:
"Art. 25-quater. 1. - (Pratiche di mutilazione degli organi
genitali femminili). - 1. In relazione alla commissione dei delitti
di cui all'articolo 583-bis del codice penale si applicano all'ente,
nella cui struttura e' commesso il delitto, la sanzione pecuniaria da
300 a 700 quote e le sanzioni interdittive previste dall'articolo 9,
comma 2, per una durata non inferiore ad un anno. Nel caso in cui si
tratti di un ente privato accreditato e' altresi' revocato
l'accreditamento.
2. Se l'ente o una sua unita' organizzativa viene stabilmente
utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la
commissione dei delitti indicati al comma 1, si applica la sanzione
dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attivita' ai sensi
dell'articolo 16, comma 3".

Nota all'art. 8:
- Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231,
recante: «Disciplina della responsabilita' amministrativa
delle persone giuridiche, delle societa' e delle
associazioni anche prive di personalita' giuridica, a norma
dell'art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300» e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno
2001.

Art. 9.
(Copertura finanziaria)
1. Agli oneri derivanti dagli articoli 3, comma 2, 4, comma 2, e
5, comma 2, pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno
2005, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte corrente "Fondo
speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze per l'anno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando,
quanto a euro 5.000.000 per l'anno 2005, a euro 769.000 per l'anno
2006 e a euro 1.769.000 a decorrere dall'anno 2007, l'accantonamento
relativo al Ministero della salute, quanto a euro 4.231.000 per
l'anno 2006, l'accantonamento relativo al Ministero degli affari
esteri e quanto a euro 3.231.000 a decorrere dall'anno 2007,
l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 9 gennaio 2006

CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: Castelli

LAVORI PREPARATORI
Senato della Repubblica (atto n. 414):
Presentato dal sen. Consolo il 9 luglio 2001.
Assegnato alla 2ª commissione (Giustizia), in sede
referente, il 24 luglio 2001, con pareri delle
commissioni 1ª, 3ª, 12ª, speciale in materia di infanzia e
minori e straordinaria per la tutela e la promozione dei
diritti umani.
Esaminato dalla 2ª commissione, in sede referente, il
1° agosto 2001; il 26 novembre 2002; il 5 e 12 febbraio
2003.
Assegnato nuovamente alla 2ª commissione (Giustizia),
in sede deliberante, il 4 marzo 2003.
Esaminato dalla 2ª commissione, in sede deliberante, il
19 marzo 2003 e approvato l'8 aprile 2003.
Camera dei deputati (atto n. 3884):
Assegnato alla II commissione (Giustizia), in sede
referente, il 16 aprile 2003, con pareri delle commissioni
I e XII.
Esaminato dalla II commissione il 17 giugno 2003;
l'8 luglio 2003; il 17 settembre 2003; 1°-8 e 23 ottobre
2003; l'11 novembre 2003.
Nuovamente assegnato alle commissioni riunite II
(Giustizia) e XII (Affari sociali) in sede referente il 2
dicembre 2003.
Esaminato dalle commissioni riunite II e XII, in sede
referente, il 10 dicembre 2003; 21 gennaio 2004, 4, 11, 12
e 24 febbraio 2004; 10, 17, 23 e 25 marzo 2004.
Esaminato in aula il 29 marzo 2004; il 28 e 29 aprile
2004 ed approvato con modificazioni in un testo unificato
con gli atti numeri C. 150 (Ce' ed altri), C. 3282 (Conti);
C. 3867 (Conti); C. 4204 (Di Virgilio e Palumbo) il 4
maggio 2004.
Senato della Repubblica (atto n. 414/B):
Assegnato alle commissioni riunite 1ª (Affari
costituzionali) e 2ª (Giustizia), in sede referente,
l'11 maggio 2004, con parere delle commissioni 3ª, 5ª, 7ª,
12ª, commissione speciale in materia di infanzia e minori e
parlamentare per le questioni regionali.
Esaminato dalle commissioni riunite 1ª e 2ª, in sede
referente, il 1°-22 luglio 2004; 5 e 11 maggio 2005.
Esaminato in aula il 19 e 24 maggio 2005 e approvato
con modificazioni il 6 luglio 2005.
Camera dei deputati (atto n. 150-3282-3867-3884- 4204/B):
Assegnato alle commissioni riuniti II (Giustizia) e XII
(Affari sociali), in sede referente, il 12 luglio 2005, con
il parere delle commissioni I e V.
Esaminato dalle commissioni riunite II e XII, in sede
referente, il 21 e 27 luglio 2005; il 15 e 22 settembre
2005.
Esaminato in aula il 26 settembre 2005 ed approvato con
modificazioni il 20 dicembre 2005.
Senato della Repubblica (atto n. 414/D):
Assegnato alla 2ª commissione (Giustizia), in sede
deliberante, il 21 dicembre 2005 con parere delle
commissioni 1ª, 3ª, 5ª, 7ª e 12ª.
Esaminato dalla 2ª commissione in sede deliberante ed
approvato il 22 dicembre 2005.


Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea. La consultazione e' gratuita.
Fonte: Istituto poligrafico e Zecca dello Stato




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Una società nasce dall’unione di individui che stabiliscono leggi e norme per governare se stessi in relazione agli altri ed ottenere da questi rapporti vantaggi e benefici che non otterrebbero individualmente.
Le Leggi, per loro natura intrinseca, devono seguire il corso dell’evoluzione umana per salvaguardare il diritto di ogni individuo di esercitare i propri diritti all’interno del proprio gruppo sociale.
La legge 7/2006 rappresenta nel panorama normativo italiano ed internazionale un mezzo di difesa e prevenzione.
L’ordinamento giuridico italiano si è dotato di uno strumento non solo repressivo, ma necessario e utile per creare una nuova cutura di diritti, un nuovo modo di entrare nella comunità.
Affinché nel nostro Paese nessuno debba mai più pagare un prezzo per la propria esistenza.


Federica Mancinelli

(Tutti i testi - salvo altra indicazione - sono tratti da "LA LEGGE CONSOLO PER LA PREVENZIONE E IL DIVIETO DELLE PRATICHE DI MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE", Federica Mancinelli, Giugno 2006)




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