.
Annunci online

LaLeggeConsolo
Per le Donne, per la Giustizia
22 ottobre 2013
CONFERENZA INTERNAZIONALE
 
Obatunde-mutilazioni
 
Insieme, possiamo eliminare le Mutilazioni dei genitali femminili in una generazione e aiutare milioni di ragazze e donne ad avere una vita più sana e completa

Fine delle mutilazioni
genitali femminili
in una sola generazione

di Babatunde Osotimehin

 

Per milioni di ragazze in tutto il mondo ancora incombe la minaccia delle mutilazioni dei loro genitali (Mgf), nonostante un mezzo secolo di sforzi per indurre l’abbandono di queste pratiche. Più di 125 milioni di ragazze e donne sono state mutilate in quasi 30 Paesi in Africa e in Medio Oriente. Si stima che circa 86 milioni di ragazze in tutto il mondo rischiano di essere sottoposte a una qualche forma di mutilazione entro il 2030 se continua il trend attuale.

La buona notizia è che possiamo invertire questa tendenza e ci sono segnali incoraggianti per farlo. I dati che abbiamo ad oggi mostrano che, dal 2008, quando è stato istituito il Programma congiunto Unfpa-Unicef sulle Mgf, sempre più comunità hanno abbandonato l’uso di queste pratiche. Nel solo 2012, ben 1.775 comunità di tutto il continente africano hanno dichiarato pubblicamente di voler porre fine a questa violenza. Perfino nei Paesi ad alta prevalenza, sembra sia cambiato l’atteggiamento verso le Mgf. In Egitto, per esempio, dove circa il 90 per cento delle ragazze e delle donne sono state mutilate, la percentuale di persone sposate – di età compresa tra i 15 e i 49 anni – che ritiene che le Mgf debbano smettere è più che raddoppiata, dal 13 per cento del 1995 al 28 per cento nel 2008.

Il Programma congiunto Unfpa-Unicef, basato sul rispetto dei diritti umani e con un approccio sensibile alle diverse culture, ha sostenuto gli sforzi nazionali e comunitari per porre fine alla pratica nei 15 Paesi in cui le Mgf sono più diffuse. Abbiamo introdotto un cambiamento sociale positivo rivolgendoci direttamente alla comunità, ai leader religiosi, alle donne, in particolare le più anziane, per far loro conoscere gli effetti nocivi delle Mgf. Ci siamo anche impegnati con chi opera le mutilazioni, per allontanarle/i da queste tradizioni dannose. Grazie alla collaborazione con i governi e le comunità, il Programma congiunto ha fatto passi significativi verso l’eliminazione delle Mgf. Oltre a rafforzare le strutture legali e politiche necessarie per eliminare la pratica, ha accelerato i cambiamenti nelle norme sociali e culturali.

In questo modo ha rafforzato la spinta per il cambiamento a livello mondiale, al punto che lo scorso anno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una Risoluzione per «intensificare gli sforzi globali per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili.» L’adozione all’unanimità della Risoluzione è un segnale forte dell’impegno collettivo per porre fine alle Mgf. La Risoluzione, co-sponsorizzata da circa 150 Paesi, fra cui l’Italia, sottolinea il fatto che la pratica è una violazione dei diritti umani delle donne e delle ragazze e ammette che l’uso che ne viene fatto è per controllare la sessualità delle donne, arrecando loro grandi sofferenze. Fra le azioni intraprese, ci sono 40 Paesi in tutto il mondo che hanno adottato leggi per penalizzare la pratica: 24 Paesi africani e 12 dei 15 Paesi che fanno parte del Programma congiunto Unfpa-Unicef sulle Mgf sono in questo gruppo. L’Italia è stata una convinta sostenitrice del Programma, insieme ad altri Paesi europei, e ha fortemente contribuito al suo successo, sia con una parte delle risorse necessarie per rafforzare, sviluppare e potenziare i progetti esistenti per abbandonare le Mgf, sia giocando un ruolo fondamentale nel rafforzamento della legislazione e nel sostegno dei parlamentari africani nei loro sforzi per porre fine alla pratica.

A conferma di questo impegno collettivo, si apre oggi a Roma, la Conferenza internazionale sulle mutilazioni genitali femminili, organizzata da Unfpa, Unicef e Ministero degli Affari Esteri italiano.

L’obiettivo dell’incontro, al quale parteciperanno, ministri, dirigenti e rappresentanti della società civile, provenienti in particolare da Africa e Europa, è quello di consolidare l’impegno politico globale, dare forza e sostegno ad altre azioni nazionali e pianificare strategie specifiche per costruire un più ampio movimento di opinione che voglia far cessare le Mgf nell’arco della prossima generazione. Pur accogliendo con favore i successi finora ottenuti, i partecipanti alla Conferenza dovranno tuttavia discutere gli ostacoli che ancora devono essere superati per raggiungere il nostro obiettivo. Tra questi ci sono la necessità di maggiori risorse anche per poter raggiungere alcuni piccoli, ma determinati, gruppi che non vogliono cambiare queste pratiche. Chiediamo alla comunità globale di unirsi a noi nello sforzo essenziale per superare questi ostacoli e porre fine alle Mgf. Facciamolo, non solo perché sono pratiche dannose con effetti nocivi sulla salute riproduttiva e sessuale delle donne, ma anche perché si tratta di una grave violazione dei diritti umani fondamentali delle donne. Insieme, possiamo eliminare le Mfg in una generazione e aiutare milioni di ragazze e donne ad avere una vita più sana e completa.

Babatunde Osotimehin, Sottosegretario generale dell’Onu e Direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, UNFPA




permalink | inviato da federicamancinelli il 22/10/2013 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 febbraio 2013
Unione Europea

UE: rinnovato impegno contro mutilazioni genitali femminili

Aumentare consapevolezza su conseguenze e sostenere vittime

(ANSA) - BRUXELLES, 6 FEB - Nel giorno della ''tolleranza zero alle mutilazioni genitali femminili'' l'Ue rinnova il suo impegno a ''sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale'' e ''a sradicare questa pratica che viola i diritti delle donne e la loro integrita' fisica e mentale''. E' il contenuto di una dichiarazione congiunta sottoscritta da numerosi commissari, tra questi anche i vicepresidenti Catherine Ashton, Viviane Reding e Andris Piebalgs.

La ''priorita''' si legge nel documento e' la ''prevenzione'', e per questo c'e' la necessita' ''di integrare le legislazioni nazionali che proibiscono la pratica, aumentando la consapevolezza sulle terribili conseguenze delle mutilazioni genitali femminili sulla salute psico-fisica di donne e ragazze'' e ''fornendo servizi di sostegno alle vittime''. A questo scopo - si evidenzia nella nota - ''l'Ue sta adottando azioni in casa e fuori dall'Ue''. (ANSA).




permalink | inviato da federicamancinelli il 6/2/2013 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 febbraio 2012
6 FEBBRAIO - GIORNATA MONDIALE CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

INFIBULAZIONE, GIUSEPPE CONSOLO: L'AFFERMAZIONE DEI DIRITTI PASSA ATTRAVERSO IL RISPETTO DELLA LEGGE

"Più di 135 milioni di donne mutilate nel mondo, 6.000 ogni mese: se le stime internazionali corrispondono a dati reali, quello delle mutilazioni genitali femminili e' uno dei più orrendi delitti contro la persona delle nostre societa'" - e' quanto dichiara oggi Giuseppe Consolo, Deputato di Futuro e Liberta' e padre della legge contro le mutilazioni genitali femminili entrata in vigore in Italia nel 2006.

"Quando una bambina, e accanto a lei una madre o un'intera famiglia - prosegue Consolo - arrivano a preferire il dolore all'emarginazione sociale non e' più pensabile parlare di rispetto di tradizioni e civilta': queste orribili pratiche sono indegne di tali nomi."

"La Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili che celebriamo oggi - esorta Consolo - ci ricorda che dobbiamo aiutare queste persone, molto numerose anche nel nostro Paese, sicuramente con una continua e capillare opera di sensibilizzazione e formazione culturale, ma anche attraverso un'opera concreta di denuncia: chi sa parli, chi vuole ribellarsi sappia che in Italia c'e' uno strumento legislativo e giudiziario nato e approvato per proteggere le bambine e le giovani immigrate da questo orrendo e terribile abuso".

"La legge Consolo e' proprio questo: uno strumento da far conoscere e far applicare, con l'aiuto delle Forze dell'ordine e della Magistratura, affinche' nessuno debba pagare un cosi' alto prezzo per la propria esistenza".




permalink | inviato da federicamancinelli il 6/2/2012 alle 8:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 novembre 2011
IN ITALIA

In Italia, secondo le stime del Ministero della Salute e del Dipartimento per le Pari Opportunità, le donne vittime potenziali di mutilazioni genitali, si attestano tra 93mila e 110mila.
Tra queste molte sono bambine: lo studio realizzato dalla Fondazione L’Albero della Vita e dall’Associazione Interculturale Nosotras stima 7500 minori potenziali vittime, la maggioranza delle quali ha meno di 10 anni.
La concentrazione più alta di alunne possibili vittime di MGF in Italia si registra nella scuola primaria dove, nel corso dell’ultimo anno scolastico, erano iscritte 3031 bambine a rischio (39% del totale). Seguono la scuola dell’infanzia con 2162 presenze (28%), le scuole medie inferiori frequentate da 1398 ragazze provenienti da paesi a tradizione MGF (18%) e la scuole medie superiori con 1136 alunne a rischio (15%).

(www.vita.it)

 




permalink | inviato da federicamancinelli il 29/11/2011 alle 14:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 luglio 2011
INTERVISTA
 

L'Egitto oggi conta su donne e web

 

 
Una settimana fa in centinaia hanno manifestato per le strade del Cairo: piazza Tahrir si è infiammata di nuovo. La popolazione non accetta decisioni giudiziarie: davanti alla sede della Corte di Suez, che non ha condannato la polizia per la morte dei manifestanti, tira le pietre e fa la voce grossa. Ghada Abdel Aal, trent’anni, farmacista egiziana, la blogger più famosa d’Egitto, ha deciso di uscire allo scoperto. «Non mi occupo di politica e non entro in politica. Ma come non respirare questa primavera anche al Cairo o ad Alessandria? Come potrei non desiderare leggi che proteggano i giovani, le donne, i deboli, alla luce di quello che è accaduto in piazza Tahrir e ancora prima, a dicembre, che garantiscano i cristiani?». Al Cairo si protesta sempre più spesso in favore dei diritti delle donne. Durante la rivoluzione in piazza Tahrir, diciassette ragazze erano state arrestate e sottoposte dall’esercito al cosiddetto "test della verginità". La denuncia arriva da Amnesty International. I funzionari militari hanno negato le accuse ma una delle ragazze ha raccontato tutto alla televisione qatariota al-Jazeera: la conferma è che si sia trattato di vere e proprie violenze sessuali. «Qualsiasi forma di costrizione sulla volontà delle donne andrebbe abolita in questo Paese». Per esempio, alcune pratiche che favoriscono l’infibulazione o il rapimento di ragazze copte da parte dei mariti musulmani, come denunciato dal settimanale egiziano "al-Ahram". Ghada Abdel Aal è considerata una delle voci più fresche e sensibili della sua generazione. Il suo blog>, "wanna-b-a-bride.blogspot.com", che raccoglie tutte le perplessità di una ragazza (colta) in età da marito in Egitto, ha avuto un successo tale da diventare prima un libro pubblicato anche in Italia (Che il velo sia da sposa, Epoché), poi una sit-com televisiva per l’emittente più seguita sul Nilo. Ghada, da Tahir in poi, rimarca la forza delle nuove generazioni «che sono riuscite a creare, attraverso il social network, un movimento politico, la solidarietà, reazioni di massa, nuove sensibilità sociali». Perché i giovani sono migliori dei vecchi. Lo dimostra sia il coraggio con cui queste ragazze hanno denunciato la violenza, sia il sostegno dei più giovani ai cristiani perseguitati. «Dopo le bombe ad Alessandria è nato un movimento che ha chiesto la fine di queste follie, che ha schierato centinaia di giovani musulmani, indignati e sofferenti, come scudi umani intorno alle chiese il 7 gennaio del 2011. Le giovani generazioni coltivano una speranza: che tutto questo finisca».

La Abdel-Aal non è una modernista a tutti i costi. Il segreto del suo successo sta nell’unire la fedeltà alla tradizione culturale e religiosa del suo Paese con l’apertura a Occidente, a partire da un tema vecchio quanto il mondo: l’amore e il matrimonio. Perché, secondo Ghada, «tutte le differenze culturali si appianano di fronte a ciò che una donna di qualsiasi latitudine desidera dal matrimonio: un buon marito». Anche oggi e per tutte le giovani: cristiane e musulmane. L’unica trasgressione che la giovane blogger si concede è questa: affrontare con humor una questione spinosa in Egitto, la rivoluzione del matrimonio tradizionale. «L’Egitto è un Paese in cui si rispettano le tradizioni ma non si è prevenuti rispetto agli usi più moderni. Certamente ci sono dei limiti, ma non c’è un grande scollamento tra tradizione e modernità. Io, da donna, vivo la contemporaneità ma credo ancora nei valori della tradizione: per questo non mi dispiace tenere distinti i ruoli nel matrimonio e per questo cerco un matrimonio con queste caratteristiche».

Ma non è difficile pretendere di conciliare questi due aspetti – l’emancipazione e il rispetto dei ruoli – nella società in cui vive?
«Diciamo che sì, forse siamo all’inizio di questo percorso di emancipazione. Ma non mi sentirei di parlare di emancipazione in senso stretto. Nel mio Paese le donne sono vittime di un errore madornale: la persistenza del matrimonio tradizionale per avere una casa fissa, dei bambini e la convenzione che obbliga a contrarlo da giovanissime».

Dunque non ha mai desiderato vivere come molte ragazze occidentali, troppo sole e troppo libere?
«Se devo essere sincera, no. Continuo a vivere in casa con la mia famiglia e sogno e desidero il matrimonio. Ci sono in Egitto molte ragazze che vivono sole per motivi di studio o di lavoro, in altre città, rispetto ai genitori. Credo comunque che molte musulmane come me vorrebbero impegnarsi a costruire un modello culturale diverso da quello occidentale che riesca a conciliare la nostra tradizione e il giusto peso che una donna ha nella nostra società, nel lavoro e nel pubblico, con la realizzazione familiare. Non è facile ma credo sia possibile».

Lei insiste sul falso moralismo di chi contrae matrimonio solo in previsione di vantaggi finanziari. È per contrastare questa immissione del materialismo nella società che si fanno strada forme più alte di controllo sociale sulla purezza delle ragazze e aumentano i contrasti con le comunità cristiane?
«Per certi versi, l’opera moralizzatrice dei Fratelli Musulmani ha fatto sentire molte donne più protette. Ma, nello stesso tempo, c’è molta ipocrisia. Se a volte si chiude un occhio sulle relazioni illecite, non è possibile avere figli fuori dal matrimonio. Ecco perché ci si sposa molto, ancora, per convenzione sociale. Per il resto, l’Egitto non è un Paese dove tutti i comportamenti sono consentiti. Le ultime scoperte sulle violenze in piazza Tahrir contro le donne non sono un buon segno».
 
Laura Silvia Battaglia
 



permalink | inviato da federicamancinelli il 18/7/2011 alle 8:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 febbraio 2009
OGGI

III GIORNATA MONDIALE CONTRO LE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Perché nessuno debba più pagare un prezzo per la propria esistenza




permalink | inviato da federicamancinelli il 6/2/2009 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
19 dicembre 2008
AUGURI DAL PADRE DELLA LEGGE
Carissime Amiche,


                  desidero farVi arrivare tramite questo

sito i miei più affettuosi Auguri per un Natale di Pace

ed un 2009 pieno di serenità.

Con la Speranza che nel nuovo anno cessino tutte le

violenze, i soprusi, le cattiverie e gli episodi

di ignoranza dei quali, ogni giorno, centinaia di

migliaia di Bambine e Donne sono purtroppo ancora

vittime.

Con il Desiderio che ognuno di noi,che ognuna di Voi,

sappia guardare - e non solo vedere - verso chi gli vive accanto

e possa proteggerlo e difenderlo in ogni pericolo e

bisogno.


Con l’Augurio, infine, che in concreto gli

strumenti, culturali, politici, legislativi di cui ognuno

di noi disponga nel proprio Paese siano

utili affinchè si difenda chi ne abbia

bisogno aumentando così Giustizia e Solidarietà

verso i più deboli e gli indifesi.


Buon Natale e Buon Anno .....

Giuseppe Consolo 




permalink | inviato da federicamancinelli il 19/12/2008 alle 18:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 settembre 2008
DA ALLEANZA CRISTIANA

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di
Carla Ceretelli - Segretario Organizzativo Regionale
Alleanza Cristiana - Toscana



AGOSTO 2008: trenta morti , quattromila feriti e altrettanti sfollati che cercano una via di fuga per difendersi e proteggersi dalla violenza indu fomentata dal partito fondamentalista che guida la coalizione di governo dell’ Orissa.
Quarantadue Chiese e ventimila abitazioni di cristiani date alle fiamme: questo il bilancio della persecuzione moderna contro la cristianità.
Tutto ciò mentre in Italia si parla di edificare nuovi luoghi di culto per dare la possibilità a tutti di professare tranquillamente la propria religione.
Nel 1967 l’Orissa vara una legge contro la conversione e da oltre dieci anni il distretto di Kandhamal è l’epicentro delle violenze anticristiane.
Senza entrare nel merito delle motivazioni che inducono a tanta violenza, è evidente la diversità di atteggiamento del mondo occidentale nei confronti del pluralismo religioso.
La difesa dei diritti umani, la tolleranza, la dignità della persona, la solidarietà sono i principi fondanti della Cristianità.
L’uomo è al centro, con la propria personale capacità di scelta, con la libertà di intraprendere il proprio percorso morale nel rispetto di quello degli altri. Il Cristianesimo ha sempre difeso questi principi, l’universalità , l’inalienabilità dei diritti umani pur nella ricerca non violenta di portare a sé altri esseri umani con la parola, in modo pacifico, attraverso le missioni dove, troppo spesso, operatori religiosi e laici vengono massacrati.
Il messaggio cristiano e la democrazia fanno paura perchè rischiano di alterare l’equilibrio di chi vuole mantenere il potere lasciando le popolazioni nell’ignoranza e nella miseria, morale e materiale. In Africa , dove l’integralismo islamico contribuisce ad acuire l’odio anticristiano fra i clan e le tribù e in India , dove la struttura sociale delle caste si sente minacciata, il sentimento anticristiano aumenta in modo esponenziale.
E non voglio parlare della violenza sulle donne in questi paesi, delle M.G.F., mutilazioni genitali femminili, pratiche orrende che si è tentato di fare passare anche in Europa e che paesi come la Gran Bretagna, per primo, hanno bloccato, proibendo ai genitori delle varie etnie praticanti le M.G.F., di portare all’estero le figlie, cittadine britanniche, per sottoporle all’infibulazione.
Dopo l’episodio del Crocifisso la Comunità Cristiana ha reagito adeguatamente? Avrebbe dovuto forse difendere in modo più incisivo il simbolo della nostra identità culturale oltre che della nostra religione.
La generazione del dopoguerra è riuscita ad evitare altre guerre sanguinose sul nostro territorio. Abbiamo purtroppo dovuto assistere a quelle dei paesi vicini, e abbiamo visto morire innocenti anche per azioni terroristiche. C’è da augurarsi che l’ emancipazione raggiunta con tanti sacrifici e tanta determinazione da questa generazione non venga meno davanti agli innumerevoli assalti di persone forse più sfortunate di noi ma che la nostra terra non può integrare adeguatamente.
L’attuale Governo sta intraprendendo giuste e opportune azioni diplomatiche. Speriamo che non sia troppo tardi.

Carla Ceretelli
Segretario Organizzativo Regionale
Alleanza Cristiana - Toscana




permalink | inviato da federicamancinelli il 4/9/2008 alle 11:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
12 giugno 2008
AMICHE...........
  
Autore: Vincenzo Grande - Egitto
Autore: Vincenzo Grande - Egitto


Autore: Irene Bruseghini - Namibia
Autore: Irene Bruseghini - Namibia

Autore: Marco Lena - Burkina Faso
Autore: Marco Lena - Burkina Faso

Autore: Paolo Ianieri - Namibia
Autore: Paolo Ianieri - Namibia

(National Geographic - 2007)



permalink | inviato da federicamancinelli il 12/6/2008 alle 16:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
13 marzo 2008
DAL PADRE DELLA LEGGE
 

A tutti i Visitatori di questo sito

 i più cari ed affettuosi Auguri di

 BUONA PASQUA ! !

 

Giuseppe Consolo



"La violenza su una Donna è una violenza su tutta l'Umanità"
Giuseppe Consolo



Pubblicità progresso contro la violenza sulle donne

Sbaglia chi crede che la violenza contro le donne sia un fenomeno ormai superato, che appartiene a un passato gretto e retrivo. Sbaglia, perché, nel nostro “civile” Paese, le cifre al riguardo sono impressionanti.

 

Secondo i dati Istat, le donne dai 16 ai 70 anni che, nel corso della loro vita, hanno subito violenza fisica o sessuale sono 6.743.000: se l’Italia conta circa 60 milioni di abitanti, di cui, approssimando, la metà di sesso maschile, ciò significa che un quinto delle donne italiane è stata vittima di violenza.

 

Sono cifre che fanno riflettere e rabbrividire.

 

Ma, dato che dire “poverine!” non basta e, soprattutto, non serve, c’è anche chi a queste donne pensa e dedica tempo e lavoro prezioso.

 

La Fondazione Pangea Onlus è nata nel 2002 con lo scopo di aiutare le donne dei Paesi in via di sviluppo offrendo loro assistenza sanitaria, istruzione, formazione professionale e cercando di tutelarne i diritti, denunciandone ogni violazione e cercando di prevenire le successive.

 

Come è scritto anche nel motto di questa organizzazione no profit, Pangea non è soltanto denuncia, ma, soprattutto, azione.

 

Sicuramente le donne dei Paesi in via di sviluppo sono quelle che, al mondo, conoscono e subiscono le situazioni peggiori.

 

Non per fare discorsi generici con il rischio di (s)cadere nel razzismo, ma è un dato di fatto che molte culture di quelle zone considerino ancora le donne come creature inferiori e non ne tutelino minimamente i diritti.

 

Un esempio per tutti: le migliaia di donne sottoposte ogni anno alla barbara pratica, per non dire tortura, dell’infibulazione, che le espone al rischio di infezioni potenzialmente mortali, a un dolore atroce e anche all’impossibilità di godere di una vita sessuale soddisfacente.

Pagina 1 | Pagina 2 | 




permalink | inviato da federicamancinelli il 13/3/2008 alle 15:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

Numero Verde per assistenza e aiuto:

800 300 558



Una società nasce dall’unione di individui che stabiliscono leggi e norme per governare se stessi in relazione agli altri ed ottenere da questi rapporti vantaggi e benefici che non otterrebbero individualmente.
Le Leggi, per loro natura intrinseca, devono seguire il corso dell’evoluzione umana per salvaguardare il diritto di ogni individuo di esercitare i propri diritti all’interno del proprio gruppo sociale.
La legge 7/2006 rappresenta nel panorama normativo italiano ed internazionale un mezzo di difesa e prevenzione.
L’ordinamento giuridico italiano si è dotato di uno strumento non solo repressivo, ma necessario e utile per creare una nuova cutura di diritti, un nuovo modo di entrare nella comunità.
Affinché nel nostro Paese nessuno debba mai più pagare un prezzo per la propria esistenza.


Federica Mancinelli

(Tutti i testi - salvo altra indicazione - sono tratti da "LA LEGGE CONSOLO PER LA PREVENZIONE E IL DIVIETO DELLE PRATICHE DI MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE", Federica Mancinelli, Giugno 2006)




IL CANNOCCHIALE