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Per le Donne, per la Giustizia
22 ottobre 2013
CONFERENZA INTERNAZIONALE
 
Obatunde-mutilazioni
 
Insieme, possiamo eliminare le Mutilazioni dei genitali femminili in una generazione e aiutare milioni di ragazze e donne ad avere una vita più sana e completa

Fine delle mutilazioni
genitali femminili
in una sola generazione

di Babatunde Osotimehin

 

Per milioni di ragazze in tutto il mondo ancora incombe la minaccia delle mutilazioni dei loro genitali (Mgf), nonostante un mezzo secolo di sforzi per indurre l’abbandono di queste pratiche. Più di 125 milioni di ragazze e donne sono state mutilate in quasi 30 Paesi in Africa e in Medio Oriente. Si stima che circa 86 milioni di ragazze in tutto il mondo rischiano di essere sottoposte a una qualche forma di mutilazione entro il 2030 se continua il trend attuale.

La buona notizia è che possiamo invertire questa tendenza e ci sono segnali incoraggianti per farlo. I dati che abbiamo ad oggi mostrano che, dal 2008, quando è stato istituito il Programma congiunto Unfpa-Unicef sulle Mgf, sempre più comunità hanno abbandonato l’uso di queste pratiche. Nel solo 2012, ben 1.775 comunità di tutto il continente africano hanno dichiarato pubblicamente di voler porre fine a questa violenza. Perfino nei Paesi ad alta prevalenza, sembra sia cambiato l’atteggiamento verso le Mgf. In Egitto, per esempio, dove circa il 90 per cento delle ragazze e delle donne sono state mutilate, la percentuale di persone sposate – di età compresa tra i 15 e i 49 anni – che ritiene che le Mgf debbano smettere è più che raddoppiata, dal 13 per cento del 1995 al 28 per cento nel 2008.

Il Programma congiunto Unfpa-Unicef, basato sul rispetto dei diritti umani e con un approccio sensibile alle diverse culture, ha sostenuto gli sforzi nazionali e comunitari per porre fine alla pratica nei 15 Paesi in cui le Mgf sono più diffuse. Abbiamo introdotto un cambiamento sociale positivo rivolgendoci direttamente alla comunità, ai leader religiosi, alle donne, in particolare le più anziane, per far loro conoscere gli effetti nocivi delle Mgf. Ci siamo anche impegnati con chi opera le mutilazioni, per allontanarle/i da queste tradizioni dannose. Grazie alla collaborazione con i governi e le comunità, il Programma congiunto ha fatto passi significativi verso l’eliminazione delle Mgf. Oltre a rafforzare le strutture legali e politiche necessarie per eliminare la pratica, ha accelerato i cambiamenti nelle norme sociali e culturali.

In questo modo ha rafforzato la spinta per il cambiamento a livello mondiale, al punto che lo scorso anno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una Risoluzione per «intensificare gli sforzi globali per l’eliminazione delle mutilazioni genitali femminili.» L’adozione all’unanimità della Risoluzione è un segnale forte dell’impegno collettivo per porre fine alle Mgf. La Risoluzione, co-sponsorizzata da circa 150 Paesi, fra cui l’Italia, sottolinea il fatto che la pratica è una violazione dei diritti umani delle donne e delle ragazze e ammette che l’uso che ne viene fatto è per controllare la sessualità delle donne, arrecando loro grandi sofferenze. Fra le azioni intraprese, ci sono 40 Paesi in tutto il mondo che hanno adottato leggi per penalizzare la pratica: 24 Paesi africani e 12 dei 15 Paesi che fanno parte del Programma congiunto Unfpa-Unicef sulle Mgf sono in questo gruppo. L’Italia è stata una convinta sostenitrice del Programma, insieme ad altri Paesi europei, e ha fortemente contribuito al suo successo, sia con una parte delle risorse necessarie per rafforzare, sviluppare e potenziare i progetti esistenti per abbandonare le Mgf, sia giocando un ruolo fondamentale nel rafforzamento della legislazione e nel sostegno dei parlamentari africani nei loro sforzi per porre fine alla pratica.

A conferma di questo impegno collettivo, si apre oggi a Roma, la Conferenza internazionale sulle mutilazioni genitali femminili, organizzata da Unfpa, Unicef e Ministero degli Affari Esteri italiano.

L’obiettivo dell’incontro, al quale parteciperanno, ministri, dirigenti e rappresentanti della società civile, provenienti in particolare da Africa e Europa, è quello di consolidare l’impegno politico globale, dare forza e sostegno ad altre azioni nazionali e pianificare strategie specifiche per costruire un più ampio movimento di opinione che voglia far cessare le Mgf nell’arco della prossima generazione. Pur accogliendo con favore i successi finora ottenuti, i partecipanti alla Conferenza dovranno tuttavia discutere gli ostacoli che ancora devono essere superati per raggiungere il nostro obiettivo. Tra questi ci sono la necessità di maggiori risorse anche per poter raggiungere alcuni piccoli, ma determinati, gruppi che non vogliono cambiare queste pratiche. Chiediamo alla comunità globale di unirsi a noi nello sforzo essenziale per superare questi ostacoli e porre fine alle Mgf. Facciamolo, non solo perché sono pratiche dannose con effetti nocivi sulla salute riproduttiva e sessuale delle donne, ma anche perché si tratta di una grave violazione dei diritti umani fondamentali delle donne. Insieme, possiamo eliminare le Mfg in una generazione e aiutare milioni di ragazze e donne ad avere una vita più sana e completa.

Babatunde Osotimehin, Sottosegretario generale dell’Onu e Direttore esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, UNFPA




permalink | inviato da federicamancinelli il 22/10/2013 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Federica Mancinelli

(Tutti i testi - salvo altra indicazione - sono tratti da "LA LEGGE CONSOLO PER LA PREVENZIONE E IL DIVIETO DELLE PRATICHE DI MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE", Federica Mancinelli, Giugno 2006)




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